Se vi dicono che "in genere la migliore frequenza di lavaggio è compresa tra i 38 e i 45 Khz" poichè l'effetto di cavitazione a tali valori è molto fine e ben distribuito all' interno di qualsiasi vasca ad ultrasuoni, sappiate che vi trovate di fronte ad un grave errore tecnico di valutazione. D' altronde superficialità e mancanza di effettive cognizioni progettistiche fanno riscontrare di frequente sia queste errate affermazioni sia "dichiarazioni tecniche ancora più banali ed azzardate".
La più famosa banalità in questo senso riguarda il calcolo della potenza di un generatore di ultrasuoni secondo la formuletta, usata da alcuni sprovveduti imbonitori, che ci dice che P = V x I , dove P dovrebbe essere la potenza del generatore, V la tensione di alimentazione dello stesso e I il valore in ampère della corrente assorbita dalla linea. Pesante "neo" di tale formuletta, estratta dalla famosa legge di Ohm che ogni elettrotecnico apprende alle scuole medie superiori, è che tale formuletta è valida solo per i calcoli delle potenze dei circuiti alimentati in corrente continua (D.C. direct current, in inglese), mentre un Generatore di ultrasuoni è ben risaputo che è un generatore statico di corrente alternata (A.C. alternatif current, in inglese) che crea media tensione alternata sinusoidale con media ed alta frequenza.
Non ci vogliamo dilungare sugli effettivi calcoli matematici della potenza di un generatore e di un sistema elettronico ad alta frequenza lasciandovi immaginare come siano ben diverse le complesse equazioni matematiche Booleane che definiscono tali parametri critici rispetto alle superficialità di certi venditori di vaschette per il dentista e di certi assemblatori senza ne professionalità ne cultura tecnica.
Per i più appassionati rimandiamo la ricerca ai ben noti volumi e manuali universitari di ELETTROTECNICA e di ELETTRONICA, dove sarà possibile per loro visualizzare le formule base di integrati e derivate matematiche dove sono espressi i valori di lunghezza d'onda Lambda, i calcoli su ceramiche piezolettriche e pacchi magnetostrittivi, i valori di frequenza e di cosfì (coseno di sfasamento delle potenze, delle tensioni e delle correnti elettriche), ivi inclusi i grafici ed i significati di Potenza Attiva (watt) e di Potenza Reattiva (var): insomma parametri concretamente connessi alla generazione degli ultrasuoni, e non le solite barzellette che "il solito venditore di fumo" vi stava propinando pur di vendervi la sua "economica vaschetta con scadente elettronica made in Oriente".
Un altro falso mito è che "a frequenze elevate, il livello di rumorosità dell'apparecchio è molto basso in quanto le frequenze armoniche inferiori generate dalla vasca sono lontane da quelle udibili dall'orecchio umano". Questo non è vero e non è riscontrato, per esempio nelle apparecchiature elettriche di nostra produzione. Queste infatti hanno superato test rigorosissimi sulle emissioni di onde armoniche e rumorosità, e la loro rumorosità nel campo da 25 a 45 khz è praticamente equivalente e trattenuta al di sotto dei 70 Decibel con eguale nostro sistema di fonoassorbenza inserito all' interno della lavatrice.
Diciamo innanzitutto che, contrariamente a quanto vi possano raccontare, non esiste in realtà un fattore teorico che possa definire in modo preciso ed assoluto quale sia la migliore potenza e la migliore frequenza assoluta in un sistema ove sia effettuato un ciclo di lavaggio ad ultrasuoni.
Possono sussistere alcune indicazioni di massima, dettate dall' esperienza e da accurati calcoli e valutazioni sperimentali, ma tali indicazioni restano sempre imprecise e molto empiriche, tanto da non trovare un buon risultato pratico: quando si passa a lavare effettivamente i pezzi con gli ultrasuoni i valori teorizzati inevitabilmente risultano approssimati e, a volte, contraddittori.
Le indicazioni di massima sono in genere valide solo per un limitato numero di applicazioni di scarso impegno come il lavaggio di viti e bulloni ad esempio, mentre le casistiche di lavaggio oggi esistenti in ogni settore comprendono centinaia di migliaia di applicazioni complesse e diverso impatto, molto spesso questi lavaggi di precisione richiedono soluzioni di lavaggio completamente differenti, questo, anche quando si affrontano casi di pulitura sonica di eguali prodotti finiti provenienti da produzioni dello stesso settore industriale.
In linea generale, ad esempio, un pezzo meccanico in acciaio può richiedere una potenza sonica al litro di 7 Watt/Litro con una frequenza ottimale di 20 - 25 Khz, mentre un vetrino o una lente per ottica può richiedere una potenza di 5 Watt/Litro ad una frequenza di 38 - 45 Khz.
Ma questi esempi, dovuti all' esperienza, restano del tutto indicativi e non tassativi: non sono ne regola ne tantomeno legge negli ultrasuoni. In effetti lo stesso pezzo in acciaio, con poca sporcizia (solo olio, grasso e sfrido), potrebbe benissimo essere egualmente pulito ad una frequenza di 45 Khz. Parimenti la lente ed il vetrino potrebbero richiedere, a causa di vernici usate spesso nel settore ottiche speciali, una potenza di ben 15 Watt/Litro ed una frequenza più forte, meno uniforme e quindi molto vicino ai 20 - 25 - 28 Khz.
Potrebbe quindi accadere che tutti questi oggetti potrebbero essere egualmente puliti con una nostra macchina sia a 45 che a 25 Khz, e questo, semplicemente regolando il potenziometro frontale posto su tutte le nostre apparecchiature, che modula e varia elettronicamente, il miglior rapporto di Potenza e Frequenza emessa in uscita sui trasduttori e quindi sui pezzi da pulire immersi nel liquido.
Massa e peso dei pezzi, loro forma e tipo di lavorazioni, tipo di materiale costituente, trattamenti prima e dopo il lavaggio eseguiti dal cliente, dimensione e tipologia delle superfici da trattare, tipo e quantità dello sporco, temperatura corretta del bagno di lavaggio, scelta del tipo di detergente o di solventato ecologico, tempo massimo ammissibile per ogni ciclo, quantità dei pezzi e loro posizionamento nei cestelli inseriti nelle vasche interne, qualità e grado di finitura ricercata dalla singola azienda, sono solo alcune delle decine di variabili che possono influenzare la scelta delle potenze e delle frequenze degli ultrasuoni. Per questo è bene affidarsi ad un produttore qualificato di macchine e impianti ad ultrasuoni, evitando le superficiali dettature di assemblatori e venditori poco qualificati che pretendono di avere soluzioni magiche, preconfezionate e valide per tutti.
Da questo si comprende che solo esaminando e testando ogni singola esigenza in collaborazione con tecnici specializzati si possono verificare le effettive potenze e frequenze ultrasoniche idonee ad ogni utilizzatore. In questo contesto Ultrasuoni Industrial Engineering è conosciuta da quasi un ventennio per essere una azienda di ampia e professionale consulenza, capace di fornire Prove e Macchine di lavaggio funzionanti "dal vero e nella realtà produttiva dello stabilimento del cliente" e questo, sino alla completa risoluzione di ogni esigenza di trattamento e pulitura ultrasonica.